L’esercizio della linea

L’esercizio della linea
Forse l’immaginazione rimane ancorata a forme di espressività che sfuggono ad ogni tentativo di programmazione, perché essa pare rifiutare il linguaggio matematico. Eppure un messaggio visivo che vuole raggiungere un obiettivo, che vuole trasformarsi in significato trova sempre la sua strada. Al di là delle difficoltà connesse al concetto stesso d’immaginazione non si può rinunciare ad una programmazione che definisca chiaramente gli obiettivi. Uno degli aspetti tecnici del design sta proprio nella rigorosa scelta degli strumenti e dei mezzi a disposizione, in un continuo sforzo teso a trasformare l’universo dei segni in codici accessibili e fruibili.
Un campo dove si svolge l’incontro tra la forza dell’immaginazione e la razionalità degli intenti.
 
AUTORI
Antonio Romano
Ruggero Pierantoni
F.Massimo Iaquone
Frank De Curtis
Marco De Logu
Stefania Giannini
Giovanni Lussu
Fulvio Caldarelli / Gillo Dorfles
Aldo Colonetti
Blueforma / stradario
 
[Della grandezza dei sogni]
RUGGERO PIERANTONI. [ … ]“figure” saranno le rappresentazioni fisiche di un oggetto, “immagini” le rappresentazioni mentali di un oggetto. E’ evidente che questo nostro “figure” è analogo all’inglese “pictures”, mentre “immagini” è abbastanza vicino alla parola “images”. Per continuare l’esempio: un dipinto ad olio su tela o una fotografia, ma anche un file d’immagini che genera la caraffa su di uno schermo, sarà una “figura”, una “picture” di quell’oggetto specifico. Quello che “vedo” se chiudo gli occhi e immagino la caraffa è una “immagine”. [ … ]

 

[L’ombelico e il Gallo]
FABIO MASSIMO IAQUONE. [ … ] E’ così che nasce “l’ombelico e il gallo”. Il video in sé racconta quello che può sembrare quasi un rito. Volevo elaborare una tensione che arrivava al suo culmine nella “visione”, dove l’occhio dell’animale entrava in rapporto con l’ombelico umano. Nel video i due elementi arrivano a diventare un’immagine unica, “occhio chiuso/aperto” nel nostro “prodotto cognitivo. [ … ]

 

[Nascere ogni volta con un senso diverso]
MARCO DE LOGU. [ … ] Poichè fotografie attese per molto, aspettate con pazienza, viste e riviste dentro la mia testa per moltissimo tempo, anni e anni, e alla fine arrivate perché le ho sapute aspettare. Ora nella testa ho altre fotografie ma non so se le aspetterò o se le vorrò aspettare; sono qui dentro la mia mente e non so se sopravviveranno, si alcune diventeranno carta e saranno viste da altri e sicuramente nell’attesa nasceranno con un senso diverso, e non so se avranno un fondo chiaro o scuro, non so dirlo e non so prevedere la mia vita che è sempre così legata alle mie fotografie. [ … ] 

Matias, 2008 dalla serie DREAM,
stampa baritata ai sali d’argento 30×40 cm
Uva rara, 2007, dalla serie Quattro studi
di cavalli, stampa lambda 180×230 cm

 

[L'esercizio della linea]
GILLO DORFLES E FULVIO CALDARELLI. [ … ] Credo che l’immaginazione sia sottoposta al tipo di stimoli che uno deve avere. Mi sembra logico che Giotto poteva disegnare una “O” e non di certo un carroarmato o un velivolo stratosferico e neanche lo schema grafico del Dna genetico. Quindi, in un certo senso, anche la mancanza di sollecitazioni può creare la povertà dell’immagine, oggi con la sovrabbondanza di stimolazioni alle volte l’immagine viene soffocata invece che stimolata. […]

 

La comunicazione visiva in ambito editoriale si pone come esempio di concretezza mediatica. Spesso le illustrazioni risultano essere sintesi della parola scritta, anticipando e completando i contenuti dell’informazione. Questa straordinaria capacità di integrazione si fonda su una progettazione che considera forme e simbologie sedimentate in quell’immaginario patrimonio di ognuno, il quale sembra cercare nuovi significati in un processo continuo, con una inarrestabile capacità di rigenerarsi.

 

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